Install Theme

Your web-browser is very outdated, and as such, this website may not display properly. Please consider upgrading to a modern, faster and more secure browser. Click here to do so.

MAGGESE

Come una costante sensazione di mancata appartenenza.
Mar 5 '13

Buio. In sottofondo parte la Moonlight Sonata di Beethoven. Sade è in piedi, al buio, al centro del palcoscenico. Dietro, sullo schermo, scorrono scene della passione di Cristo (tratte dal cristo di Zeffirelli o dal Vangelo secondo Matteo di Pasolini)

SADE

Per un’ora, per un giorno ti portano alle stelle

Poi ti lasciano precipitare Marat

Oggi hanno bisogno di te perché devi patire per loro e vanno a deporre l’urna con le tue ceneri nel Pantheon

Domani torneranno per distruggerla

E allora si chiederà

Chi era Marat?

Adesso ti dirò cosa penso di questa rivoluzione a cui ho dato anch’io il mio contributo

Quando languivo alla Bastiglia le mie tesi erano già formulate

Me l’ero spremute di dosso sotto i colpi del mio flagello, in odio a me stesso e ai limiti del mio pensiero.

Nel carcere mi apparvero i mostruosi rappresentanti di una classe decaduta la cui potenza ormai si esprimeva soltanto in uno sfoggio di eccessi corporali.

Con fedeltà minuziosa ho ricostruito il meccanismo delle loro violenze e così ho dato voce a quanta brutalità e malvagità serravo dentro.

Più che un attacco a costoro, che colavano a fondo trascinandosi dietro tutto quanto riuscivano ancora ad arraffare, era un attacco a me stesso.

In una società di criminali portai alla luce quanto c’era in me di criminale per indagarlo e indagare così l’epoca in cui vivevo.

Le profanazioni e i tormenti che facevo praticare ai miei giganti immaginari li ho praticati io stesso.

Le manipolazioni, gli abusi, la violenza, le umiliazioni alle quali mi sono fatto sottoporre mi hanno persuaso a liberarmi, a fuggire il corso delle idee comuni, ad elevarmi in uomo.

In un primo momento vidi nella rivoluzione la possibilità di sfogare un accesso di vendetta in un’orgia da far scolorire ogni vecchio sogno

Ma poi vidi, quando sedetti io stesso in tribunale, giudice e non più reo, che non ero capace di dare gli imputati in mano al boia.

Mi sono adoperato per assolverli.

Mi ero reso conto di non essere capace del delitto, per quanto fosse questa l’ultima azione che poteva in qualche modo darmi la prova della mia esistenza.

Di fronte alla possibilità, fui preso dalla nausea.

Durante le purghe di settembre, nel convento dei carmelitani, improvvisamente nel chiostro mi ripiegai su me stesso e vomitai.

Avevo visto realizzarsi le mie profezie.

Le donne arrivavano di corsa, stringendo nelle mani sanguinanti gli strumenti recisi del sesso maschile.

E poi, nei mesi che seguirono, quando le carrette col loro carico prendevano quotidiane le strade del patibolo e la lama cadeva, risaliva, ricadeva. Questa rappresaglia ormai non aveva più senso. Era soltanto una rappresaglia meccanica, un rito ottuso, innaturale, sterile.

Ora vedo Marat dove conduce questa rivoluzione.

Ad un disfarsi dell’individuo, ad un lento dissolversi nell’uguaglianza, ad uno spegnersi delle facoltà di giudizio, ad un rinnegamento di se stessi, ad una debolezza mortale in uno stato la cui struttura è infinitamente lontana da quella di ogni individuo e non è più attaccabile.

Io abbandono, non appartengo più a nessuno.

Se sono condannato a morire voglio strappare alla morte quello che posso soltanto con le mie forze.

Sarò uno spettatore che non interviene, osserverò in silenzio.

E quando scomparirò, vorrei cancellare dietro di me tutte le mie tracce.

Tags: peter+weiss marat sade marat/sade

Mar 2 '13
silver-couture:

this looks like a chocolate pizza or something amazing

silver-couture:

this looks like a chocolate pizza or something amazing

(Source: thecakebar)

27,910 notes (via fatal-e & thecakebar)

Mar 1 '13

Oggi per la prima volta una persona mi ha volontariamente rivolto la parola. In mensa. La persona era seduta al mio tavolo ed ha notato il mio sguardo fisso e vagamente assente rivolto da vari minuti fuori dalla finestra. In realtà pensavo se prendere anche io il Germknoedel che stava mangiando lui (mi arrivava l’odorino) o no. La persona in questione era un tipo sulla trentina. Ha fatto una considerazione sul mio sembrare annoiata e mi ha chiesto se avessi una pausa lunga. Gli ho detto che ce l’avevo di due ore. Ha detto altre cose, sempre gentilmente e sorridendo, tra queste c’era quella che ci sono tante cose da fare in due ore come prendere un caffè (?). Gli ho risposto sorridendo che ormai mancavano solo quaranta minuti e che comunque non avevo voglia di caffè. Ha fatto poche altre considerazioni e io gli sorridevo sempre anche se non capivo al 100% tutto quello che diceva nel dettaglio, ma capivo il senso generale e stava facendo battute carine. Lui però non era carino purtroppo. Ma forse se lo fosse stato sarei stata/sembrata ancora più fuggevole, o fuggente, come l’attimo che non stavo cogliendo. Comunque poi mi sono rimessa a guardare di fuori e dopo poco, per cambiare e in soggezione forse anche, ho cominciato a scrivere queste righe. Ad un certo punto ho alzato la testa dal foglio e l’ho visto in lontananza che andava a lasciare il vassoio vuoto. Sara e come perdere le occasioni che si aspettano ed immaginano da mesi.

Feb 27 '13

41 notes (via renhang)

Feb 17 '13
L’unica ossessione che vogliono tutti: l‘“amore”. Cosa crede, la gente, che basti innamorarsi per sentirsi completi? La platonica unione delle anime? Io la penso diversamente. Io credo che tu sia completo prima di cominciare. E l’amore ti spezza. Tu sei intero, e poi ti apri in due.
— Philip Roth, L’animale morente (via malinconialeggera)

125 notes (via malinconialeggera)

Feb 10 '13
Credi di sfuggire e vai a sbattere in te stesso.
James Joyce. (via ros-marinus)

(Source: valy81)

475 notes (via chiamami-anche-sul-tardi & valy81)

Feb 10 '13
Non somiglio agli Dei! lo sento troppo profondamente! Al verme assomiglio che fruga nella polvere; il piede del viandante lo distrugge e lo seppellisce in quella polvere dove si nutre e vive.
E non è forse polvere quella che mi opprime dai cento scaffali di questa alta parete? O il ciarpame che con le sue multiformi, inutili cose mi soffoca in questo mondo di tarme? Qui dovrei trovare quello che mi manca? E leggere forse in mille libri che ovunque è per gli uomini tormento e che ve n’è qua o là uno felice? Perché mi sogghigni, o vuoto teschio? che il tuo cervello fu, un tempo, sconvolto come il mio ed ha cercato il giorno chiaro e si è miseramente smarrito, con il suo desiderio di verità, nel greve crepuscolo? Voi mi schernite, o istrumenti, con le vostre ruote e denti e cilindri e manubri. Stavo davanti alla porta, voi dovevate essermi chiave. Il vostro congegno è complicato, ma non solleva il chiavistello. Piena di mistero anche nella luce del giorno, la natura non si lascia derubare del suo velo e tu non le strapperai con leve o con viti quello che essa non vuole rivelare al tuo spirito.
— J.W. Goethe, Faust

1 note

Feb 4 '13

(Source: artfave)

209,108 notes (via sweetsrainbowandsunshine & artfave)

Feb 4 '13

Cose tristi

ilgiornoinpiu:

Questi sono i momenti in cui prenderei il mio ”L’insostenibile leggerezza dell’essere” e lo ricomincerei a leggere per la sesta volta.
Però non posso.

6 notes (via ilgiornoinpiu)

Feb 4 '13
Io mi risolleverò da terra
Come un grattacelo

4 notes (via sweetsrainbowandsunshine)

Feb 4 '13
franzkandcats:

Voglio.

10 notes (via franzkandcats & you-know-0-about-me)

Feb 4 '13

4,425 notes (via cardiocrazia & vintagefoods)

Feb 4 '13
sunbysunshine:

Cet homme est un génie.

sunbysunshine:

Cet homme est un génie.

104 notes (via emilybaudelaire & sunbysunshine)

Feb 4 '13

2,787 notes (via saraaharon-deactivated20130421 & chicgarden)

Feb 4 '13
somethingvain:

lindsey wixson in comme des garçons f/w 2012 for text talk by nick knight for garage #3 fall 2012

somethingvain:

lindsey wixson in comme des garçons f/w 2012 for text talk by nick knight for garage #3 fall 2012

1,673 notes (via saraaharon-deactivated20130421 & somethingvain)